FAQ
FAQ su rifiuti speciali e adempimenti aziendali
In questa sezione trovi le risposte alle domande più frequenti sulla gestione dei rifiuti speciali: classificazione, deposito temporaneo, responsabilità del produttore, RENTRI e servizi offerti da Rib la Rottamindustria. Testi sintetici, orientati alla pratica, pensati per chi in azienda segue impianti, produzione e adempimenti ambientali.
Generali
Cosa sono i rifiuti speciali?
Come si gestiscono i rifiuti speciali in Italia?
Quali sono le responsabilità del produttore di rifiuti speciali?
Il produttore deve garantire che i rifiuti speciali siano gestiti correttamente fino allo smaltimento finale, verificando che tutti i soggetti coinvolti siano autorizzati e che le attività vengano svolte a norma di legge. Il produttore risponde anche a titolo di concorso con il soggetto qualificato in caso di illecita gestione dei rifiuti.
DEPOSITO
Cos’è il deposito temporaneo dei rifiuti?
L’articolo 183, comma 1, lettera bb), del D.lgs. n. 152/2006, definisce il deposito temporaneo come:
il raggruppamento dei rifiuti e il deposito preliminare nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, ai fini del trasporto di detti rifiuti in un impianto di trattamento.
A quali condizioni si può effettuare il deposito temporaneo in azienda?
Il deposito temporaneo di rifiuti presso il produttore può essere effettuato alle seguenti condizioni:
- i rifiuti contenenti gli inquinanti organici persistenti di cui al regolamento (CE) 850/2004, e successive modificazioni, devono essere depositati nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l’imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al suddetto regolamento;
-
i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di
recupero o smaltimento secondo una delle seguenti modalità
alternative, a scelta del produttore dei rifiuti:
a) con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
b) quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; - il “deposito temporaneo” deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;
- devono essere rispettate le norme che disciplinano l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze pericolose.
Quanto può durare il deposito temporaneo dei rifiuti presso il produttore?
Se il quantitativo in deposito non supera i 30 m³ complessivi all’anno, di cui massimo 10 m³ di rifiuti pericolosi, il deposito temporaneo non può comunque avere durata superiore a 12 mesi. In alternativa, il produttore può scegliere di avviare i rifiuti a recupero o smaltimento con cadenza almeno trimestrale.
RENTRI
Che cos’è il RENTRI?
Il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) è il sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti previsto dall’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006 e disciplinato dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59. A regime gestirà in forma digitale i formulari di identificazione rifiuti (FIR) e i registri di carico e scarico, consentendo un monitoraggio più puntuale dei flussi.
Chi è obbligato a iscriversi al RENTRI?
Sono obbligati all’iscrizione: gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi, gli operatori che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi, i commercianti e intermediari di rifiuti pericolosi, i consorzi per il recupero e riciclaggio e i produttori di rifiuti non pericolosi (da attività industriali e artigianali) con più di 10 dipendenti.
Quando devo iscrivermi al RENTRI?
Le iscrizioni al RENTRI sono scaglionate per periodi e categorie di soggetti. In sintesi: una prima finestra per grandi produttori e operatori del trattamento/trasporto, una seconda per produttori con 10–50 dipendenti e una terza per gli altri produttori di rifiuti pericolosi. È necessario verificare la propria fascia di appartenenza e le relative scadenze per non incorrere in ritardi.